17 giugno 2013

Una Casa Emozionale

A quanti è capitato, entrando in un appartamento, magari molto elegante, curato nei dettagli e con mobili e complementi di pregio, di avvertire tuttavia qualcosa di stonato, disagevole, ben oltre gli abbinamenti di colori, stili e materiali?
Molto peggio sarebbe percepire simili sensazioni nella nostra casa, che non dobbiamo limitarci ad abitare, nemmeno fosse un alloggio di fortuna, ma che vogliamo vivere. 
Non è un caso se spesso i termini Feng Shui e Arredo Emozionale vengono associati.

Una vera casa viene “sentita”, 
non si limita a “piacerci”

Il primo consiglio, semplice ma non ovvio, è legato a una forma di ascolto: di noi stessi, ma anche degli spazi. 
Un esempio elementare?
L’insieme di tessuti e carta da parati che reputavamo così bello all'interno dello show room, tanto da volerlo acquistare senza indugio, una volta inserito nel nostro ambiente si rivela sbagliato: può capitare per un errore di valutazione, legato al grado di luminosità, all'orientamento o alla destinazione d’uso della camera, oppure per una discrepanza con le nostre emozioni ed esperienze. 

Ancora più faticoso e deleterio sarebbe vivere circondati da oggetti carichi dell’energia negativa dei brutti ricordi, quando invece ciò che risveglia in noi emozioni positive è sempre prezioso. Conservate, quindi, quei mobili e quei dettagli che sono parte vera della vostra storia, e portano intorno l’amore, la gioia, il senso di sicurezza e protezione. 


Qualcuno potrebbe pensare a sconsiderati accumuli di roba, allo stipare cose senza mai buttare nulla: invece il procedimento da seguire è l’esatto contrario. Una volta eliminati, se ci sono, oggetti negativi, come quelli legati a brutti periodi e a persone che ci hanno delusi, occorre selezionare attentamente pochi retaggi davvero significativi delle pagine più belle della nostra vita, ricordi di grande affetto, irripetibili simboli di fasi di crescita, e metterli in luce.

Sul piano pratico, il suggerimento è collocare un mobile o un quadro perché ne testimoniate il valore emozionale: l’estetica e l’eleganza non saranno né penalizzate né sacrificate, se, con lo stesso sguardo interiore con cui li avete scelti, guarderete i tesori affettivi immaginando il loro futuro. 
Considerate a priori la possibilità che dall'osservazione sorgano suggerimenti e rimandi, a colori, forme, elementi da porre in dialogo. 
Riverniciare, rivestire, restaurare a oltranza non sempre sono le opzioni migliori:  sono proprio i graffi, le sbucciature e l'aria vissuta a dare peso emotivo alle mute presenze, collocate in un quadro coerente e armonioso.

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